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Nato a Piedimonte Etneo (CT) il 16 gennaio 1951, si forma nella bottega paterna di scultura su pietra a Taormina. Nel 1975 approda a Bergamo. Inizia le sue collaborazioni artistiche con ditte di Arte Sacra nel bergamasco e con il Beato Angelico a Milano, per il quale esegue una scultura posizionata sul Duomo di Milano. Dopo diverse esperienze al fianco dei nomi più famosi della scultura contemporanea e alle numerose committenze private, approda ad una stretta e solida collaborazione con Salvatore Fiume, che continuerà fino alla scomparsa dell’artista. In questo periodo esegue vari lavori per Roma, Milano, la Sicilia. Ricordiamo l’opera di Fiume che traduce da bozzetto in statua di marmo alta circa 7 metri, posta presso gli Istituti Fisioterapici Ospedalieri a Roma EUR raffigurante l’Arcangelo Raffaele e Tobiolo nell’atto di afferrare il pesce che curerà il padre. A Milano nel 2003 realizza la scenografica Fontana della Spianata che orna l’ingresso dell'ospedale San Raffaele di Milano. La fontana è caratterizzata da cinque pannelli di 2,5x3,5 metri posti come una quinta teatrale, che raffigurano la storia del Buon Samaritano. La scultura in rilievo, realizzata con due diversi tipi di marmo, ha la storia intarsiata in negativo sul retro. Sempre a Milano, nel 2008, continua il suo contributo prestigioso per l’ospedale San Raffaele. L’Arcangelo Raffaele, una statua tradotta in resina al carbonio e alta 8 metri, è posto sulla grande cupola del nuovo edificio, rendendo riconoscibile la collocazione dell’ospedale anche da lontano. In Sicilia nel 2007 è chiamato per realizzare un monumento commemorativo nella piazza del Comune di Fiumefreddo, dedicata al recordman Angelo D’Arrigo. Il monumento marmoreo raffigura il Condor delle Ande su un altorilievo che ne esalta il volo, incarnando la simbiosi e la metamorfosi che il deltaplanista aveva raggiunto con i rapaci. Sempre il Comune di Fiumefreddo di Sicilia gli commissiona un’altra opera da collocare nella Piazza XXV Aprile, Il fiume Freddo da cui prende il nome la località. Rappresenta un possente uomo che tiene tra le braccia una cornucopia da cui riversa le acque (nella foto l’artista mentre lo scolpisce). A Orosei la Dea della Fortuna che protegge dal vento sei monete d’oro, è posta ad ornamento dell’ingresso del Palazzo Comunale, mentre l’Artoro, figura fantastico-mitologica che rappresenta l’unione tra il toro e la donna, orna una delle piazze del centro storico. Entrambe le opere, alte circa tre metri, sono scolpite in marmo bianco sardo. In bronzo dorato è invece il portale laterale della chiesa di San Giacomo, che ripercorre i momenti più importanti della vita del Cristo. Attualmente l’artista sta lavorando alla più grande opera mai realizzata in un unico blocco di marmo di Carrara, e sarà alta 12 metri.
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